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La Pasqua in Sicilia

pasqua-in-sicilia-08I rituali della Pasqua in Sicilia, lungo lo spazio temporale che va dalle Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo e alla Domenica di Resurrezione, si presentano come una sequenza narrativa della Commemorazione religiosa cristiana ma anche come richiamo a una ritualità simbolica precristiana dove la Pasqua è la sintesi di rinnovamento, di transito, da una fase di morte della Natura (l’inverno) a una fase di vita e di risveglio (la primavera) secondo un passaggio che, già in ottica paganeggiante, si esplicitava con la morte e la rinascita della Divinità. Le celebrazioni della Pasqua cristiana, infatti, non si riferiscono solamente alla precedente tradizione cultuale ebraica, ma hanno delle radici anche nel mondo della Roma pagana e, in particolar modo, il riferimento è alle feste Adonie, durante le quali degli orticelli simbolici chiamati i “giardini di Adone”, venivano portati in processione e con essi si voleva rappresentare la tristezza di Venere per la morte di Adone e, quindi, la successiva contentezza e allegrezza per il ritorno di Adone riuscito a sfuggire dalle mani di Proserpina e ritornato a Venere. I “giardini di Adone” sono presenti nei “Sepolcri” delle celebrazioni cristiane. A partire dal Giovedì Santo, infatti, accanto ai simboli che rimandano all’Ultima Cena, fanno bella mostra di sé delle piantine esili e piuttosto fragili di un colore verde sbiadito che altro non sono che semi di grano o di cereali lasciati germogliare al buio: sono espliciti riferimenti a quella energia vitale del ciclo vegetativo la cui reviviscenza si celebra proprio nel periodo pasquale. Nei rituali durante la Settimana di Passione o Settimana Santa, formata dai giorni che precedono la Domenica di Pasqua, si commemora il travaglio, il Calvario di Gesù, mentre la Domenica di Pasqua è un giorno di grande festa per celebrare il Cristo Risorto. Pur nella semplicità temporale contrassegnata da pochi giorni di calendario, le manifestazioni rituali e celebrative sono complesse e articolate per via delle tradizioni che si sono, a mano a mano, radicate non solo in ogni popolo ma addirittura nella piccole comunità.

Ogni città della Sicilia partecipa alle festività pasquali con dei riti che le sono propri, derivanti cioè da usi e costumi locali, da antichissime abitudini e da radicate tradizioni delle quali non sempre si trova l’aspetto originario e le motivazioni. Si trovano, in ogni luogo, infinite sfumature, celebrazioni del tutto particolari, scenografie emozionanti e incredibili quanto fantastici costumi che riprendono quelli di antichissime confraternite; si fanno pellegrinaggi e cortei di uomini o di animali bardati per la festa sfilano per le strade delle città; i suoni della Pasqua sono quelli di campane mute per il lutto, o quelli di scampanii che pare non debbano mai avere fine. Il ciclo commemorativo della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo è reso visibile attraverso precise forme di teatralizzazione e drammatizzazione da cui emerge, dominante, il contenuto umano e terrestre dell’evento: la Sicilia diviene un grande palcoscenico commovente e partecipato di scenografie del dolore e della gioia. In una commistione di dati folklorici ed elementi liturgici ufficiali, la Settimana Santa è quel periodo in cui viene portato in scena un copione nel quale i protagonisti sono il Bene che sconfigge il Male, l’Angelo che sconfigge il Diavolo, la Vita sconfigge la Morte. Ma quello che maggiormente colpisce, in qualsiasi città o piccolo paese della Sicilia, durante i riti della Settimana Santa, è la partecipazione di tutto il popolo che vive le varie processioni o sacre rappresentazioni, partecipando come se la tragedia del Cristo fosse un fatto di famiglia e come se al posto di Gesù ci fosse il figlio di ciascuno.

Inviato da Marco Giammona

(Per ulteriori informazioni contattatemi al seguente indirizzo e.mail: giammonamarco@libero.it)

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3 Risposte

  1. sa noi purtroppo la pasqua viene intesa piuttosto che per il suo significato storico-religioso, come una mera sfilata di vestiti e capigliature

  2. Vi ho mandato un articolo sulla tradizione della pasqua a Misilmeri, se volete lo potete pubblicare.

  3. Ciao,

    Il mio italiano non è buono. Pertanto continuerò in inglese:

    I came on your blog by accident. There I saw some pictures made by me and posted on my flickr account ( http://www.flickr.com/photos/willemkuijpers ). Normally it’s not a problem when somebody makes use of these pictures, although they are COPYRIGHTED…..As long as you ask me and link to my flickr-account or my website….In this case these pictures are renamed and put on your blog, and then in your policy rules you mention that anyone who uses material from your blog has to refer to you……I think this is not a nice way to do.

    Your policy rule:
    L’utilizzo dei testi e delle immagini contenuti in questo blog è soggetto alla normativa italiana sul diritto d’autore. È possibile pubblicare e redistribuire testi e immagini presi dalla rete citandone la fonte.

    some of the pictures:
    https://misilmeriblog.wordpress.com/2009/04/07/la-pasqua-in-sicilia/marsala-settimana-santa-sicilia-2007-holy-week-sicily/

    I kindly ask you to link every picture to my account, or remove them from your blog. I think that’s a fair question.

    I like Sicily, the people and (ofcourse) the settimana santa very much.

    Grazie e Arriverderci

    Willem Kuijpers

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