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Tributi Italia: svolto il Consiglio Comunale straordinario

Si è svolto l’atteso Consiglio Comunale sulla spinosa questione della Tributi Italia, la società incaricata della riscossione dei tributi nel nostro comune, già San Giorgio Spa, è stata infatti cancellata dall’albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di accertamento e riscossione dei tributi e deve al nostro cumune quasi 2 Milioni di Euro.

Il consigliere Licciardi inizia col chiedersi quale soluzione intende intraprendere l’amministrazione sulla vicenda, anche in considerazione del fatto che nel bilancio alla voce “entrate” sono state previste queste somme. Il Sindaco Badami dichiara che sono già avviati i percorsi per il recupero dei crediti, e che si ha la certezze che dette somme saranno in futuro incassate dal comune. Il Consigliere Gambino pone l’attenzione sull’inadempienza contrattuale , l’articolo 7 del contratto, cita infatti, che le somme incassate dalla Tributi Italia dovevano essere trasferite entro 30 giorni dalla data di riscossione. Gambino e Falcetta infine sottolineano l’importanza dell’equilibrio di bilancio.

 N.B. Non eravamo presenti in aula, dunque il racconto è da ritenersi parziale, confidiamo nella serietà dei nostri lettori che tramite i loro commenti vogliano contribuire ad arricchire la spiegazione della seduta straordinaria del Consiglio comunale.

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43 Risposte

  1. al di là di questa vicenda i purtusa che lascerà in dote questa amministrazione un sò normali.
    solo tributi italia e coinres sono oltre 3 milioni di euro…, per nn parlare poi delle altre porcherie… e quann’è cà a m’a virere lustro?

  2. Quello che abbiamo visto era stato annunciato come la madre di tutti i consigli comunali, una specie di processo alla classe politica misilmerese di ieri e di oggi che non scansava nessuno, impiegati e funzionari compresi. Così non è stato. La delusione si è presto materializzata. La montagna ha partorito il topolino. Due sono le possibili spiegazioni, tra di loro alternative. O la classe politica ha perso quel briciolo di dignità e vive solo di annunci e proclami, svuotata com’è di contenuti e programmi; o a qualcuno è stata tirata la giacca prima di entrare in consiglio. Meditate gente …..

  3. Le cartelle di pagamento ricevute per regalo di Natale dai contribuenti misilmeresi ( tra l’ altro molti importi risultano per niente esatti e veritieri) a chi si devono portare per verificarne la giusta compilazione?

  4. ora inizierà il classico scarica barile, ma è mai possibile che in ogni cosa che succede tutti se la devono fare franca?

  5. Ieri sera il consigliere Gambino, nell’atteso consiglio comunale straordinario esordisce dicendo che il contraqtto era stato firmato dalla rag. Barbaccia dal dott. lombarbo e dal sig. Russo ha, il consigliere Gambino cita inadempienze contrattuale all’art.7, dice sempre Gambino, che nell’anno 2007 tributi italia doveva versare al comune 400.000,00 euro e nel 2008 sempre tributi italia nel 2008 doveva versare 700.000,00 per un totale 2007 e 2008 di 1.000.000,00di euro. dal banco della giunta che era al completo ed in aggiunta la rag Barbaccia, nessuna risposta. ora io dico chi doveva effettuare i controlli, visto che nel 2007 e 2008 il comune non ha ricevuto nemmeno un centesimo da tributi italia? la risposta la da’ l’art.13 del contratto titolato “supervisione e controllo del comune” l’articolo recita “l’amministrazione comunale si riserva il diritto di esguire ispezioni, verifiche e controlli sull’esecutivo del servizio’ al fine di accertare il rispetto delle obbligazioni assunte e la corretta applicazione della normativa vigente e delle direttive impartite dal cordinatore ect ect ect……”. Ora chi ha sbagliato deve pagare , non devono pagare solo i cittadini. Spero che intevenga la Corte dei Conti. Visto che questa amministrazione ha falsificato il bilancio 2007 e 2008 e suppongo anche il 2009,questo è reato e precisamente è aggiotaggio. Perciò chi ha sbagliato e giusto che paghi per il bene dei misilmeresi.

  6. Giuseppe Verdi: Ma tu hai ascoltato bene ciò che la ragioniera ha detto? Credo propio di no!!Siccome visto che ritieni di essere bravo in materia , ti assicuro che non capisci un tubo! la tributi italia ha versato alcune somme, e altre no !!Quindi dopo migliaia di richiami da parte dell’ufficio legale si è arrivati a questo!!Quindi ripeto non dare informazioni sbagliate , ed accuse degne di un suonatore di piffero, e dedicati al tuo ,la chiacchiera !!Aggiotaggio corte dei conti ,falsificazione di bilancio , spero che tu da grande direttore d’orchestra ,ti pren derai la responsabilità di ciò che affermi, anzi per essere un grande direttore, ti dovresti firmare!Ma siccome sei debole, e dici falsità ti nascondi !! ComeCamilleri, ne “Il gatto e il cardellino” che narra ,la forza del gatto nei confronti del cardellino , ma nascosto;perchè appena l’uccellino vola il gatto diventa debole ,come te!!Sapete solo creare allarmismo e scompiglio , e sarà questo che vi distruggerà!!Ciao invidioso!!Cordiali saluti,Gianluca….ALé!!!

  7. Ritengo necessaria una breve riflessione.
    A scrivere questo post, un cittadino politicamente lontano dalla giunta Badami, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare.
    Con il suo intervento, il consigliere Gambino, precisa diverse volte di aver costatato la …”copiosa documentazione” prodotta per i fatti in esame, arriva ad affermare addirittura che la stessa ha avuto un incremento, nell’ultimo periodo, cita addirittura una formale denuncia presso il comando dei carabinieri.
    Il Consiglio Comunale di ieri sera, annunciato come l’evento che avrebbe smascherato chissà cosa, si è, di fatto, rivelato un momento che scagiona da ogni responsabilità questa amministrazione.
    Sulla tempistica: sembra che le carte esaminate dai consiglieri comunali denuncino una sola certezza e cioè che l’attuale amministrazione, in modo esaustivo, si è attivata con ogni mezzo per impedire danni, purtroppo cagionati da passate amministrazioni e lo testimonia il silenzio dei consiglieri più agguerriti, vedi Licciardi, che dall’esame della documentazione fornita dall’amministrazione a potuto solamente balbettare due modeste ed incerte domandine, che puntualmente hanno trovato esaudente risposta.
    Concludo sul contratto, portando ad esempio i meno complessi contratti di locazione di immobili, sottolineando che se un conducente, risulta essere inadempiente, al proprietario verrà difficilissimo la rescissione del contratto unilateralmente, sarebbe ancora più complesso e incredibilmente costoso, allontanare l’inadempiente da casa propria e parliamo di semplice locazione. Provate ad immaginare quante valutazioni avrà fatto l’attuale amministrazione prima di attivare le procedure in atto.
    Invito tutti ad una sana riflessione, esprimendo un mio parere personale, sulla vicenda, l’Amministrazione Badami ha agito in modo del tutto irreprensibile.
    Grazie!! ai nostri amministratori, da un cittadino qualunque ma attento osservatore.

  8. C’é qualcuno che potrebbe gentilmente spiegarmi se a cancellare dall’albo dei soggetti……ect etc TRIBUTI ITALIA é stata l’amministrazione comunale di Misilmeri o altri enti o altri soggetti? La mia é una domanda seria visto che qualcosa mi sfugge. Grazie PS: preferirei che sia una persona seria e per bene a rispondermi.

  9. gianluca, dovresti studiare un po’ di diritto e scienze delle finanze, se troppo puerile ed offenzivo, io ho costatato solamente i fatti non offendendo nessuno, ho detto se qualcuno ha sbagliato e giusto che paghi, ma tu se di parte, non sei un uomo libero, e poi non sono un direttore d’orchestra, so soltato leggere e capire dove sta’ la verità quello che non capisci tu e poi quando vuoi ripsondere a questa mia, ti devi mettere in mano il capitolato d’appalòto, se non hai quello non tirispondo più e ti ripeto sei di parte, come un mulo con i paraocchi, vada via al c………., se poi vuoi sapere il mio nome sono giuseppe come tu sei gianluca

  10. Verdi :Caschi male!Forse persone più libere di me no ne trovi a Misilmeri!!Il capitolato d’appalto è sbagliato e questo si sa, ma tu hai detto che qualcuno ha falsificato il bilancio!!E questo è ben diverso!!Credo che nessuno si può permettere di dare giudizi così !E sopratutto SBAGLIATI!!IO carissimo , non sto quì a dirti quali sono le mie competenze, ma da ciò che dici ,sicuramente superiori alle tue!!Nella storia tributi italia ,non c’è traccia di colpa di chi amministra!!Anzi da tempo l’amministrazione ,lotta per cambiare il capitolato , che è un grave errore del passato!!E poi studia tu!!Non sparare fesserei come tuo uso e vaff…!!!Cordiali saluti,Gianluca…ALé!!!

  11. VENERDI’ 18 DICEMBRE 2009
    Il 13 gennaio udienza per decidere se confermare stop (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 18 dic – Il Tar del Lazio ha sospeso in via d’urgenza la cancellazione della societa’ di riscossione Tributi Italia dall’Albo dei soggetti abilitati alla riscossione dei tributi locali. La cancellazione era stata disposta nelle scorse settimane dalla commissione Finanze della Camera. La societa’ era stata cancellata dall’albo dopo che alcuni dei 139 Comuni per conto dei quali Tributi Italia riscuoteva le imposte avevano denunciato di non avere mai incassato quanto di loro competenza. Secondo quanto riferito in commissione Finanze, la societa’ deve ai Comuni gestiti circa 90 milioni. Oggi la cancellazione dall’Albo e’ stata sospesa perche’, secondo i giudici della seconda sezione del Tar, presieduta da Luigi Tosti, esistono i “presupposti per concedere la misura cautelare provvisoria valutata la gravita’ del danno, anche in considerazione della mancata previsione di un congruo termine per l’effettiva cessazione delle attivita’ esercitate in virtu’ dell’iscrizione all’Albo della quale si e’ disposta la cancellazione”. Il provvedimento restera’ sospeso fino al 13 gennaio, data in cui i giudici si riuniranno per stabilire se confermare o meno la sospensione.

  12. è impossibile pensare ad una amministrazione che non sbaglia mai come fa gianluca con la nostra.sembra pagato apposta per difenderla sempre e comunque,caro gianluca te lo dico senza nessun astio o rancore,ma proprio per questo non sei credibile nei tuoi giudizi.è mai possibile che non vedi le cose che realmente non vanno?guarda che la perfezione non esiste,in modo particolare in un’amministrazione politica.Non ti ho mai sentito criticare un qualche provvedimento,manco se a governare misilmeri ci fosse l’Onnipotene,ma dai……..saluti

  13. Grazie Ciro, adesso anche per me la storia é più chiara.

  14. X GIANLUCA
    un bilancio viene falsificato quande c’è una diversa rappresentazione del reale. nel bilancio 2007 e nel bilancio 2008 c’erano calcolate le somme di tributi italia, ma in realtà il comune non aveva ricevuto un centesimo perciò questa è falsa rappresentazione del reale. Poi oltretutto mi piacerebbe sapere quale sono le tue competenze, visto che sono superiore alle mie. in tributi italia gli anni presi in esami sono 2007 e 2008, però tu da uomo libero quale non sei, vuoi dare colpe sempre a gli atri e come dice marianna vuoi fare a scarica barile, tu da quello che scrivi ti credi superiore, da ciò si capisce che non sei un uomo libero, e se sei superiore culturalmente a me, studia il capitolato così tu uomo di cultura capirai di chi è la colpa. ah dimenticavo cu sa vanta ca so vucca o eni asinu o eni cucca, ciao gianluca si asinu e cucca misi zemmula. ti saluto uomo di cultura,

  15. Tributi Italia, 10 comuni siciliani coinvolti. Anci: “Necessarie misure a tutela dei cittadini”

    Pubblicato: Dec 16, 2009

    Sono in tutto 19 i comuni siciliani che vantano un credito complessivo di milioni di euro con Tributi Italia, la società che, a livello nazionale e su incarico del Ministero delle Finanze, svolgeva il servizio di riscossione dei tributi per poi riversarli nelle casse delle amministrazioni comunali. Questo fino a due giorni fa, perché la commissione ministeriale ha deciso di cancellare la società dall’albo dei riscossori a causa di un debito di circa 90 milioni di euro che la Tributi Italia ha nei confronti di circa 500 comuni sparsi in tutta la Penisola. In pratica, 90 milioni di euro che i cittadini hanno pagato ma che, di fatto, non sono mai stati versati nelle casse comunali.

    L’AnciSicilia, proprio per venire incontro alle esigenze dei comuni coinvolti in questa vicenda, convocherà per i prossimi giorni una riunione con i sindaci per avere un quadro ancora più chiaro sulle problematiche burocratiche e per definire le opportune contromisure da adottare. Inoltre, è stata già predisposta una lettera in cui l’associazione che raggruppa i comuni siciliani sollecita l’intervento dei deputati nazionali eletti nell’Isola, affinché intervengano sul governo nazionale in modo tale da fornire garanzie agli amministratori e ai contribuenti.
    La situazione in Sicilia è sicuramente drammatica perché, a fronte di circa 120 dipendenti della società che rischiano di perdere il posto di lavoro, le amministrazioni locali coinvolte non solo vantano un credito che si aggira intorno ai 15 milioni di euro (interessi esclusi), ma alcune di loro hanno dovuto ricorrere a un prestito per evitare il crack finanziario e, in più, non è ancora chiaro come si affronterà il problema legato all’interruzione di pubblico servizio e se i comuni dovranno attivare una gestione in proprio o aspettare i passi successivi indicati dal Ministero.

    “Stiamo cercando – spiega Mario Alvano, segretario generale dell’AnciSicilia – di raccogliere tutti i dati aggiornati rispetto ai crediti vantati dalle amministrazioni. Confrontando alcune delle cifre, già in nostro possesso, con quelle diffuse, nei giorni scorsi, dal Ministero, ci preoccupa che gli importi siano lievitati, dal momento che le verifiche degli organi competenti sono aggiornate al luglio di quest’anno. In ogni caso, si tratta sempre di cifre allarmanti che rischiano di mettere seriamente in ginocchio i bilanci comunali e che potrebbero riguardare un numero maggiore di amministrazioni che ancora non hanno messo a punto tutte le verifiche del caso”.

    “Ma la cosa che più ci assilla – chiarisce il segretario generale dell’AnciSicilia – è che malgrado per Tributi Italia sia stata definita la decadenza da tutte le sue funzioni, continuano a circolare i bollettini per i pagamenti delle tasse. Questo, non solo mette in difficoltà le amministrazioni, che non hanno chiaro a chi affidare la gestione per la riscossione dei tributi, ma ingenera confusione tra i cittadini, i quali potrebbero continuare a pagare una società che non è più titolata a incassare denaro pubblico”.

    I comuni siciliani coinvolti nello scandalo di Tributi Italia sono: Naro, in provincia di Agrigento, che vanta un credito di circa 1 milione e 200 mila euro; nel catanese troviamo, Licodia Eubea (circa 135 mila euro), Piedimonte Etneo (circa 345 mila euro), Scordia (un milione e 350 mila euro), Trecastagni (non è stato ancora quantificato in modo definitivo il debito di Tributi Italia nei confronti di questo comune) e Zafferana Etnea (1 milione e 600 mila euro). In provincia di Messina sono in tutto 3 i comuni coinvolti: San Michele di Ganzaria (circa 175 mila euro), Castroreale (circa 140 mila euro) e Roccalumera (650 mila euro). Nel palermitano ci sono Capaci (1 milione e 250 mila euro), Misilmeri e San Giuseppe Jato (anche in questi due casi l’importo deve ancora essere definito). Augusta, Avola, Melilli e Rosolini, in provincia di Siracusa, devono ancora riscuotere dalla società di Saggese rispettivamente, 5 milioni di euro, circa 205 mila euro, oltre 220 mila euro e circa 270 mila euro. In provincia di Trapani troviamo Castelvetrano (600 mila euro), Erice (186 mila euro) e Trapani (circa 1 milione di euro).

    “Mentre in alcuni casi – aggiune Alvano – le amministrazioni comunali hanno deciso di ricorrere ad azioni legali autonome, riuscendo a recuperare buona parte delle somme, in molti casi sarà necessario definire un’iniziativa giudiziaria congiunta. ”.

    “I sindaci – conclude Roberto Visentin, presidente dell’AnciSicilia – stanno cercando di fronteggiare come possono questa situazione drammatica. Ma, come è ovvio, siamo fortemente preoccupati, perché la confusione sui prossimi passi da intraprendere è tanta e non si conoscono ancora quali saranno le soluzioni possibili. Mi auguro che il nostro intervento in sede nazionale possa aiutare gli amministratori locali a fare chiarezza. La nostra associazione, in ogni caso, studierà tutte le vie possibili per risolvere i problemi legati al caso in tempi brevi”.

  16. Sono le società fidejussorie che portano la Tributi Italia in tribunale?

    4 Settembre 2009

    Che le acque siano agitate più del solito è ormai indiscutibile e che qualcosa si stia muovendo in Tribunale a Roma c’è più di una conferma. Il tema da approfindire è solo quello del contendere anche se voci diffuse parlano di una possibile azione che potrebbero aver innescato le società di fidejussione,i quali,visto il rischio che corrono, con molta probabilità tentano di evitare una tragedia annunciata. Ma chi sono queste società che hanno prestano garanzie di inestimabili valori. Ma soprattutto sono reali, hanno davvero le certe in regola per garantire i Comuni? L’argomento sarà oggetto di un capitolo che scriveremo in seguito, per ora limitiamoci a capire per quale ragione ad agitare le acque già tempestose sono proprio quelli che avrebbero l’interesse a tacere. Ragioniamoci su. Se le Società di Fidejussione sollevano anche un falso polverone, magari accusando i genovesi di possibili manovre poco chiare, metterebbero al sicuro non solo i quattrini, ma anche e soprattutto la probabile scarsa capienza per assumere un rischio di quella portata che, in caso contrario, si potrebbe trasformare in qualcosa di più grave. In fondo Tributi Italia da tempo dimostra una possibile arroganza nella gestione di un’azienda che per la sua natura dovrebbe brillare di trasparenza. Se solo analizziamo i bilanci del 2007 presentati nel 2008, si evince quella che a nostro avviso è l’anomalia più certa, se nelle poste attive trviamo 235 milioni di euro e 212 milioni di eruro di debiti. Che sarebbe ottimale per un’azienda, ma diviene allarmante se quei 235 milioni di euro non corrispondono al fatturato aziendale, bensì ai denari della raccolta dei tributi che non dovrebbero andare nelle poste attive, anche perchè abbiamo ragione di credere che l’azienda di Chiavari non fatturi 235 milioni di aggio. Se la nostra intuizione fosse giusta, lo stato di bancarotta sarebbe in essere da diverso tempo e che fuori dal bilancio ufficiale in caso di botto significherebbe un’implosione almeno raddioppiata se non triplicata. Ed appare anche poco giustificabile la tesi di Patrizia Saggese che mette sul piatto dell’avere i presunti 142 milioni di euro di crediti dei Comuni. A parte l’insufficenza tra il dare ed avere che resta ed è sempre tanta, quei 142 milioni farebbero parte di un’alchimia finanziaria, laddove a fronte di presunti accertamenti di evasione ed elusione presentati ai Comuni sulla carta, gli stessi pretenderebbo quell’aggio che in alcuni casi viaggia intorno al 50% non già su quantio realmente incassato dai Comuni da quelle stime,ma quello che loro avrebbero rilevato solo sulla carta. Come dire..a fiducia. Basta solo verificare quel che è accaduto al Comune di Nettuno, dove l’innamoramento tra ex san Giorgio e giunta era tale che quando i genovesi hanno avuto bisogno di far cassa,hanno emesso una fattura di 7 millioni di euro e passa, sugli oltre 20 milioni di euro che avrebbero accertato di evasione sulla carta. Detto in euro, a mala pena il Comune ha introiotato 5 milioni di euro, rimettendoci oltre due milioni per pagare uin aggio fasullo. Suvvia Patrizia,lasci perdere. Annunciare querele o tirare la volata della diffamazione gratuita, quale strumento di pressione è il solito giochetto dei furbi. La resa sarebbe una circostanza dignitosa e farebbe emergere quella natura di persone perbene che crediamo Ella rappresenta nella connotazione della sua famiglia. La strada delle prebende, delle consulenze a gogò che pure sarebbero riconducibili se si facesse una verifica seria sui tanti beneficiari,quella strada è stata fallimentare ed oggi Lei ha l’obbligo morale di gridarlo ai quattro venti, perchè provare ad intraprendere la strada del Commissariamento della Tributi Italia in modo concordato con il Ministero delle Finanze, vorrebbe dire salvare centinaia di Comuni da un destino segnato e, certo, creare naturali ripercussioni su amministratori pubblici troppo disinvolti. Ma quello comunque vada,sarà inevitabile ed interessa davvero poco rispetto ai guai che pioveranno addosso a cittadini che già pagano un conto salato. Anche perchè la richeista di Commissriamento potrebbe arrivare da un qualsiasi PM che nella fattispecie ne ha facoltà, se non l’obbligo.
    Agostino Gaeta

  17. Politicamente attivi mercoledì 16 dicembre 2009
    TRIBUTI ITALIA CANCELLATA DALL’ALBO

    COMUNICATO STAMPA

    La notizia ufficiale appresa attraverso la delibera della Commissione presso il Ministero delle Finanze sulla cancellazione di Tributi Italia dall’Albo Ministeriale dei soggetti abilitati alla riscossione all’accertamento dei tributi locali presso il Dipartimento delle Finanze, pone fondatezza a quanto sempre denunciato, dalla precedente opposizione di Scanzano Libera e Democratica e dal gruppo nostro gruppo Consigliare Democrazia Partecipata, sulla scellerata gestione amministrativa e tributari dell’Amministrazione comunale guidata da Altieri.
    Proprio per quella disastrosa gestione, tutti i cittadini e il bilancio comunale di Scanzano J.co vivono notevoli difficoltà che potevano essere affrontate in modo celere e prioritario dalla attuale Amministrazione Comunale, che seppur in ritardo ha cercato di intraprendere una azione verso la risoluzione dei rapporti con l’ente riscossore e Tributi Italia.
    In tale situazione non facile, ci auguriamo che venga istituito al più presto il tavolo tecnico proposto dall’ANCI per garantire un futuro occupazionale ai suoi dipendenti e risarcire i comuni coinvolti, compreso quello di Scanzano J.co che potrebbe essere messo in difficoltà economiche con conseguenze disastrose.

    Gruppo Democrazia Partecipata
    Scanzano J.co, 14 dicembre 2009

  18. Tributi Italia Spa cancellata dall’Albo
    Cupra Marittima | La società di gestione tributi alla quale si appoggiava anche il Comune è stata ufficialmente cancellata dall’Albo dei soggetti abilitati. L’Assessorato al Commercio rassicura i cittadini: “Ultimamente le tasse versate arrivavano direttamente al Comune.
    di Redazione
    La vicenda ex Gestor ora Tributi Italia Spa è arrivata allo snodo cruciale. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato lunedì 14 dicembre, l’avvenuta cancellazione della società dall’albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di accertamento e riscossione dei tributi e altre entrate delle Province e dei Comuni. Il motivo è il mancato versamento delle somme dovute. Ciò significa che la società non può più svolgere alcuna attività inerente la gestione dei servizi affidati e i soggetti coinvolti devono agire di conseguenza.
    Anche il Comune di Cupra Marittima rientra tra questi. “Ci teniamo ad informare i Cuprensi – afferma a proposito l’Assessore al Commercio Susanna Lucidi – di quanto sta avvenendo rassicurandoli per il futuro. Il Comune infatti si sta attrezzando per riorganizzare al proprio interno l’ufficio Tributi”. Da oggi in poi – fanno sapere dal Comune – l’ufficio in via Vicolo Chiuso non è più operativo: per versare Ici, Tarsu, imposte su lampade votive e per ogni tipo di domanda in materia, i cittadini potranno rivolgersi all’Ufficio Ragioneria Tributi in Piazza della Libertà, il martedì e il giovedì dalle 15 alle 18.30 e il venerdì dalle 9 alle 13.30″.
    “Si tratta di una notizia – ha aggiunto la Lucidi – che ci ha inizialmente preso un po’ alla sprovvista. Il Comune di Cupra aveva comunque deciso di troncare i rapporti con Tributi Italia a fine mandato, ovvero al 31 dicembre 2009 e iniziare poi a gestire direttamente il servizio. Ora stiamo accelerando le pratiche per rendere attivo il nuovo sportello da subito. I cittadini di Cupra inoltre possono comunque stare tranquilli poiché ultimamente alla Tributi Italia non veniva versano più nulla, ma le tasse arrivavano direttamente al Comune attraverso bollettini già intestati”.
    16/12/2009

  19. lunedì, 14 dicembre 2009 ore 17:17

    CANCELLATA DALL’ALBO DEI RISCOSSORI LA TRIBUTI ITALIA

    Questa la decisione presa dalla commissione Finanze della Camera.

    di Redazione Go Fasano
    CRONACA
    FASANO-La Tributi Italia, concessionaria per la riscossione dei tributi del Comune di Fasano e di altre amministrazioni municipali in Italia, è stata cancellata dall’albo dei soggetti abilitati alla riscossione. Questa la decisione presa poco fa dalla VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati che si occupa dei riscossori. A questa conclusione è giunta la commissione successivamente al provvedimento di sospensione dello scorso 30 novembre dopo che la stessa Commissione aveva decretato la “pericolosità” della Tributi Italia.
    La notizia la fornisce ufficialmente il deputato del PD, Ludovico Vico, promotore di una interrogazione parlamentare e cofirmatario della risoluzione della Commissione Finanze della Camera sull’operato della società.
    Il provvedimento arriva infatti dopo le denunce circostanziate di molti comuni (135 quelli coinvolti in tutto il territorio nazionale) che dopo aver affidato il servizio di riscossione dei tributi alla società in questione, non vedevano arrivare nelle loro casse i soldi di Ici, Tarsu, Tosap e così via.
    “La Commissione ha posto fine a una depredazione sistematica delle casse di tanti enti locali italiani – spiega infatti l’on. Vico – ma resta ancora da accertare il quadro di complicità e coperture istituzionali e personali che hanno permesso a questa azienda di agire indisturbata per molti anni (la prima denuncia risale al lontano 1999 – ndr).
    Ora il Governo – prosegue il parlamentare del PD – deve dare due risposte concrete al tavolo tecnico chiesto dall’ANCI: il risarcimento per i comuni coinvolti e il futuro occupazionale dei circa mille dipendenti che allo stato attuale non percepiscono stipendi dal mese di agosto e non risultano nelle categorie protette dagli strumenti di ammortizzazione sociale.
    Intanto molti Comuni – precisa Vico – non riescono ad incassare le polizze fideiussorie presentate da Tributi Italia a garanzia dell’adempimento dei contratti.”

  20. La stampa

    Il mistero delle tasse scomparse

    “Tributi Italia” incassa le somme ma non le riversa. In ballo centinaia di milioni, Comuni al collasso

    PAOLO BARONI

    ROMA
    Tasse sparite nel nulla, decine di Comuni sull’orlo del crack ed almeno un migliaio di posti di lavoro a rischio. Sembra un giallo, mentre in realtà è una classica storia all’italiana di affari&politica, privatizzazioni e cattiva gestione, amministratori a volte conniventi e amici influenti.

    Ufficialmente (sono stime del Tesoro) il «conto», oggi, è di 89 milioni di euro; ma potrebbe salire a 200, qualcuno dice anche 4-500 milioni di euro. A battere cassa sono 135 Comuni, ma anche questa cifra sembra destinata a lievitare perché non passa giorno che un sindaco, dal Piemonte alla Sicilia, non presenti una denuncia contro la società Tributi Italia per il mancato versamento nelle casse comunali di Ici, Tarsu, Tosap e via dicendo. La società parla di «tensioni finanziarie» e scarica la colpa sul taglio dell’Ici sulla prima casa che ha ridotto di 40 milioni di euro i suoi incassi. Dice che sta trattando con le banche un finanziamento da 70 milioni (schierando come advisor un big come Ubaldo Livolsi) e che farà fronte a tutti i suoi impegni. Intanto però fioccano le cause e gli esposti alla Corte Conti non si contano.

    La continuità aziendale è a rischio ed i suoi 1200 dipendenti reclamano 4 mesi di stipendi arretrati e scioperano. Tributi Italia nasce nell’86 a Taranto col nome di Publiconsult. Inizialmente si occupa di raccolta della pubblicità poi passa a riscuotere le imposte su insegne e cartelloni stradali. E’ un business che funziona e che la fa crescere in fretta: nel 1994 si trasforma in spa, nel 2004 cambia il nome in «San Giorgio» e si sposta a Chiavari, nel 2008 dopo aver acquisito «Gestor», «Rtl», e «Ipe» diventa «Tributi Italia» e trasloca a Roma, nell’elegante via Veneto.

    Arresti e denunce
    Il «patron» del gruppo è Giuseppe Saggese, 48 anni figlio di un magistrato in pensione, arrestato una prima volta nel 2001 per corruzione (mazzette ad alcuni consiglieri comunali di Pomezia) e poi ancora nell’aprile 2009 per peculato. Da otto anni è la sorella Patrizia a ricoprire l’incarico di presidente di un gruppo che nel frattempo ha conquistato la leadership nel settore delle esattorie private con 364 milioni di ricavi lordi 2008 (88 netti), 184 agenzie dirette e 14 società partecipate. La prima denuncia contro Tributi Italia risale al 1999: parte da Aprilia dove il Comune vuole veder chiaro nella gestione dell’Aser, una società mista promossa assieme a Pomezia e partecipata dalla Publiconsult. Da allora in poi è stata una vera e propria escalation.

    Le procure di Bari, Bologna, Brindisi, Napoli, Saluzzo, Velletri, Latina, Sassari e Siracusa hanno avviato indagini per peculato, sotto le Due torri i magistrati hanno ipotizzato anche reati come falso, frode e truffa aggravata dopo che Gestor-Tributi Italia aveva presentato fidejussioni false. Idem ad Alghero, dove Tributi Italia è presente nella società mista «Secal».

    Indagine della Camera
    Alle denunce si sono presto affiancate le interrogazioni parlamentari: in Senato e alla Camera, dal Pd ad An ai radicali. Una delle più recenti porta la firma del tarantino Ludovico Vico (Pd) che ha sollevando il caso del Comune di Ferrandina, in credito per 1 milione e 232 mila euro coi Saggese.

    La Commissione finanze della Camera ha disposto una serie di audizioni sentendo sindaci, Associazione dei Comuni, concessionari esattoriali e ministero. Ed il rappresentante del Tesoro, cui spetta la vigilanza su queste attività, non ha potuto che ammettere l’evidenza dei fatti. «Scenario inquietante», lo definiscono i deputati della VI Commissione nella risoluzione votata mercoledì scorso con cui si chiede al governo di cancellare Tributi Italia dall’albo del ministero come chiedono da mesi tutte le amministrazioni invischiate in questa vicenda.

    La lista dei creditori
    I Comuni serviti da Tributi Italia sono 498. Almeno 150 denunciano mancati riversamenti. Molte amministrazioni, a causa degli ammanchi, rischiamo il dissesto finanziario. Altri ancora sono costretti ad indebitarsi per pagare gli stipendi. A vantare crediti sono grandi città come Bari (2,2 milioni), Bergamo (2,2), Bologna (2), Forlì (2) e Cagliari (1,6). Ma sono soprattutto le realtà minori a soffrire: Pomezia è in credito per 21,4 milioni (ma per la Finanza il «buco» sarebbe addirittura di 137), Aprilia per 20 (solo per il 2008), e poi ci sono Augusta (5 milioni), Nettuno (3,2) e Fasano (1,9). Ma la lista dei clienti-creditori è sterminata: va dalla Sicilia al Lazio (15 almeno i comuni inguaiati), dalla Puglia (Foggia, Fasano, Bisceglie) alla Campania, dal Piemonte (Vercelli, Rivalta, Grugliasco, Saluzzo) a Lombardia (Trezzano e Meda), Emilia e Liguria (Spotorno, Noli).

  21. State tutti tranquilli che nessuno dei legali rappresentanti fara’ un solo giorno di galera…
    non ho mai sentito dire di un magistrato che manda in galera un uomo potente o un politico.. quindi di tutte le nostre chiacchiere sapete cosa se ne faranno i politici o gli amministratori che hanno organizzato questa truffa???
    Se ne puliranno il sederino!!!!!!!!!
    Caro Gianluca… adesso cominci a essere patetico.. e pensare che mi eri simpatico fino a qualche giorno fa’..

  22. Mi dispiace ciro, ma uno che è sicuro di ciò che afferma, non è mai patetico!! I frequentatori di questo blog , cercano in tutti i modi di trovare colpe da attribuire a chi ci amministra!! IL reale problema ,arriva da lontano e cioè dalla firma del contratto di servizio , che dava alla San Giorgio spa ,pieni poteri e libertà di gestione dei tributi Misilmeresi!! Al tempo , come si poteva firmare un documento che escludeva gli amministratori locali dalle gestione del danaro pubblico!! Il grande dilemma è propio questo!! All’insediamento dell’attuale amministrazione si è subito notato questo e si è cercato di rimediare ,diciamo alla svista.Ma tutti sappiamo benissimo che la firma è accettare tutto!!Credo ,che se si debba trovare colpevoli per farli pagare, si debbano cercare altrove, o almeno fuori dalle autorità politiche attuali!!Poi ogniuno vede la cosa a modo propio, ma mi piacerebbe che ogniuno di noi ,nell’esplicare sentenze , fosse coerente e preparato !!Cordiali saluti,Gianluca….ALé!!!

  23. ok caro gianluca… apprezzo la tua sicurezza dei fatti.. siccome il fattaccio risale agli anni 2007 e 2008 mi dici per favore in quale consiglio comunale si e’ discusso di questo problema?
    E se e’ stato discusso.. mi dici quali provvedimenti sono stati presi per salvaguardare i nostri soldi?
    Io non ho detto che la colpa e’ dell’amministrazione ma vorrei sapere se i cittadini siano stati correttamente informati.. oppure devo ricordarti che un’amministrazione gestisce i soldi dei contribuenti e non gli vengono calati dal cielo??
    ciao e buon anno a tutti

  24. A Giuseppe Verdi
    per questioni di chiarezza, è opportuno precisare che le poste in entrata in un bilancio pubblico vanno inserite quando la risorsa è accertata. Un credito come quello vantato dal Comune di Misilmeri nei riguardi di Tributi Italia ha il requisito della esigibilità, in quanto esistono tutti i presupposti giuridici per definirlo tale. Pertanto deve, ripeto, deve essere inserito in bilancio. Il bilancio dunque non è falsificato. Tutt’altro.

  25. X ciro costanza, condivido quello che hai dettgo a gianluca, è vetramente patetico e di parte, come ho scritto precedentemente non è un uomo libero, e per di più si vanta di essere qualcuno, ma di come scrive è uno che è molto vicino a questa amministrazione, visto che tutto quello che fà (s’intende questa amministrazione) per lui va bene e cerca sempre di dare le colpe agli altri. buon capodanno ciro, mi sei sinpatico, mi p’iacerebbe conoscerti. ciao

  26. Verdi:Per non essere patetico devo darti ragione? Che sono un uomo libero chi mi conosce lo sa, che sono vicino anzi molto all’amministrazione ,è vero, ma vicino perchè si muove bene ed amministra in modo impeccabile!! Il commento di ROSSA, é vangelo !!!Attenzione, puoi dire e pensare ciò che vuoi, ma ricorda che voi oppositori, vi arrampicate sugli specchi!! Perchè sapete anche voi che Misilmeri è stato amministrato bene ,e con il culto della legalità e nel rispetto della LEGGE!!!Cordiali saluti,Gianluca….ALé!!

  27. ok caro gianluca… apprezzo la tua sicurezza dei fatti.. siccome il fattaccio risale agli anni 2007 e 2008 mi dici per favore in quale consiglio comunale si e’ discusso di questo problema?
    E se e’ stato discusso.. mi dici quali provvedimenti sono stati presi per salvaguardare i nostri soldi?
    Io non ho detto che la colpa e’ dell’amministrazione ma vorrei sapere se i cittadini siano stati correttamente informati.. oppure devo ricordarti che un’amministrazione gestisce i soldi dei contribuenti e non gli vengono calati dal cielo??

  28. prima o poi salterà anche la serit spa.
    ma avete mai avuto a che fare con questi signori? cioè, ti mandano cartelle esorbitanti sperando che tutti abbiano perso le ricevute, quando le trovi ci vai per avere gli sgravi e ti rispondono: no, noi non possiamo fare niente, deve recarsi presso l’ente impositore!
    ma porca p…., ma se la cartella me l’hai portata tu perchè devo andare presso l’ente impositore? per me non sei tu in questo momento l’impositore? no. ed ecco che cominci ad attraversare un labirinto pazzesco. il funzionario dell’ente impositore non c’è mai! quando lo trovi ti dice che devi prendere appuntamento, cerca di dartelo oltre i termini previsti per il ricorso. poi ti dice che serve un estratto ruolo ma non può farlo lui, devi tornare alla serit, ci torni e ti dice che devi andare a riprenderlo tra 15 GIORNI.pERCHè MAI? NESSUNO HA SAPUTO SPIEGARMELO. certo è che ci sono tornata l’ìndomani, mi sono rivolta ad un altro impiegato e l’estratto ruolo era pronto. DOMANDA: ma se è pronto l’indomani, perchè mi dici di venire tra 15 giorni? il motivo è sempre lo stesso. far scadere i termini per il ricorso.
    finalmente con l’estratto ruolo e le ricevute in mano vai presso gli enti impositori e dopo che ti guardano con diffidenza analizzano le ricevute come se si trattasse di mappe del tesoro. alla fine non sanno che fare e cominciano a fare gli sgravi. allora tu dici: ne sono fuori!. NO! devi andare presso la serit a ritirarli! MA NON SUBITO, conviene aspettare qualche giorno….per poi richiedere un altro estratto ruolo e vedere se è rimasto qualcosa. MA SIAMO PAZZI? o meglio lo siamo noi o loro? E io quanti giorni di lavoro ho dovuto prendere per dimostrare a questa massa di incompetenti o ladri (non so ancora) che non gli devo niente? e dimostrato ciò il lavoro perso chi me lo paga? la serit o l’ente impositore?
    in quel periodo ho chiesto 3 grazie.
    1) che la sangiorgio ( che mi aveva mandato cartelle per tributi non dovuti e per le quali ho vinto il ricorso) sparisse dalla circolazione.
    2) che le due persone del comune di misilmeri che avallavano ingiustamente la tesi della società di cui sopra, fino a doversi arrendere dietro ricorso, si togliessero dalle scatole magari con qualche denuncia (ed è avvenuto)
    3)che la serit spa fallisse e che tutti gli impiegati fannulloni che vi lavorano andassero a raccogliere luppoli.

    a distanza di un anno se ne sono avverate 2 : )

    aspetto ardentemente la terza!

  29. abra :Mamma mia!!che sei una iettatrice?? Mi fai paura!!Ti auguri che migliaia di persone perdano il posto di lavoro, perchè hai perso 3 giorni? Carissima , ma sei messa male!! Non ti vorrei mai avere ne come amica, ne come nemica!! Mi raccomando attassa anche me!! Cordiali saluti,Gianluca….ALé!!

  30. gianluca, non sei patetico perchè sei vicino all’amministrazione,ma perchè tu sei l’amministrazione, questa amministrazione è stata la peggiore dal dopo guerra ad oggi, ma per te amministra bene, noi ci arrampichiamo sugli specchi,. e tu hai due bistecche negli occhi visto che non vedi il degrato in cui versa Misilmeri. Ah dimenticavo tu sei uno che ha funzioni superiori, cioè sei l’asino e la cucca messi insieme.

  31. Giuseppe Verdi: Sei tutto chiacchiere!!Non vorrei elencare le enormi fesserie fatte da altri ,che hanno amministrato il nostro paese, e non vorrei ricordare come è finita ,perchè lo sapete tutti!! Credo che tu mi confondi con altre persone, perchè la tua intelligenza ti porta a questo, ma prendi un granchio !! Che ho funzioni superiori di te , questo è certo, anche perchè sono un funzionari,che funziona!!Tu che sei??Te lo dico subito, un invidioso , che in vidia!!!Per te tutto va male perchè hai problemi personali con chi ci amministra , ma credo che manchi di coerenza!!Siccome ho capito chi sei, e stai sempre dietro, perchè è li il tuo posto, sai fare le cose di nascosto!!Rimani nascosto che è meglio !!CIao grande musicista!Cordiali saluti,Gianluca….ALé!!!

  32. O cuore di gianluca,che tutto puoi,che tutto sai che tutto vedi,o cuore di gianluca provvedi,o cuore di gianluca che tutto puoi,che tutto sai che tutto vedi,o cuore di gianluca concedi,o cuore di gianluca che tutto puoi che tutto sai che tutto vedi,o cuore di gianluca abbi di noi pietà.

  33. Scalea: il “buco” finanziario della tributi italia s.p.a. e’ stato accertato dal Tesoro si tratta di duemilionicentosettantamila euro !

    Tributi Italia spa radiata dal’albo buco di 90 milioni di euro. Adesso gli amministratori facciano le scuse ai cittadini !

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa di alcune forze politiche ed associative della città aspettano chiarimenti da parte del sindaco in merito alla questione.

    Scalea – In riferimento a quanto è accaduto negli ultimi mesi inerente al caso dei Tributi nella nostra città , questione fatta rilevare dal dirigente politico Palmiro Manco con “l’operazione verità”, viene ribadita la necessità di fare luce sulla questione tributaria del comune di Scalea. Oggi, il silenzio da parte del Sindaco è inaccettabile e quindi riteniamo che sia doveroso da parte dell’amministrazione comunale intervenire sulla drammatica vicenda che coinvolge negativamente le casse cittadine.

    Da parte dell’organo politico amministrativo, in primis il sindaco e l’assessore al bilancio, sul caso sono state dette pubblicamente un sacco di bugie ed inesattezze.

    1) Primo, per aver detto bugie “grandi quanto una casa”, poiché lo stesso Sindaco ha dichiarato pubblicamente, in consiglio comunale, che in caso di fallimento della soc. Tributi Italia, il comune era garantito per un milione di euro. Ciò non risulta verità, in quanto le polizze garantivano solo euro 159.725,00. Ma la cosa più grave, grazie al nostro intervento, risulta che le polizze in questione erano scadute in data 09/04/2008 e non rinnovate per i periodi correnti, smentendo di fatto tutte le rassicurazioni dell’amministrazione comunale in carica.

    2) Secondo, sono trascorsi più’ di trenta giorni dall’interrogazione inerente alla questione dei tributi, presentata da alcuni consiglieri comunali di minoranza, perché ancora resta in silenzio ? probabilmente per non far capire ai cittadini il fallimento totale della sua amministrazione !

    3) Terzo, perché il sindaco e la sua maggioranza, si sono ostinati a difendere “pubblicamente” la società di riscossione facendo loro la tesi che il comune vantava solo un credito di trecentotrentamila euro ? Ricordiamo che in quel periodo nessun ufficio comunale o ente sovra-comunale aveva accertato il reale importo. Quindi Perché hanno millantato come credito tale somma ? Su quali basi?

    Alla luce dell’articolo apparso ieri sul quotidiano nazionale LA STAMPA, a pagina 8 e 9 (Primo piano ), nel servizio inchiesta “IL MISTERO DELLE TASSE SCOMPARSE” del giornalista Paolo Baroni “, risulta da una verifica UFFICIALE del TESORO che il nostro comune è tra i primi 10 creditori della Tributi Italia s.p.a. ( precisamente il 7°), con un credito di DUEMILIONICENTOSETTANTAMILA EURO. In pratica, dai dati esposti, superiamo città come Bologna, Cagliari e ci attestiamo quasi alla pari con Bari e Bergamo .

    ( Alla faccia delle Trecentotrentamila Euro. Da quanto sembra la Tributi Italia, avrebbe nascosto, al comune di Scalea, Unmilioneottocentoquarantamila Euro ). Complimenti ! In particolare ai nostri amministratori che sono restati in silenzio a questo tentativo di sottrazione indebita da parte della Tributi Italia ai cittadini di Scalea . ( La tentata autodenuncia del sindaco alla Guardia di Finanza, secondo noi, peggiorerebbe soltanto le cose, visto che probabilmente sapeva e non ha agito in tempo ) .

    Intanto, informiamo i nostri concittadini che la Commissione Finanze della Camera dei deputati ha votato mercoledì scorso una risoluzione per chiedere al Governo di cancellare l’impresa Tributi Italia spa dall’albo .

    News – dell’ultima ora – Accertati debiti per 90 milioni nei confronti di 135 enti «Tributi Italia» è stata sospesa dall’Albo dei soggetti abilitali alla riscossione e all’accertamento dei tributi. La decisione è stata presa ieri dalla Commissione sul federalismo fiscale del ministero che vigila sulle attività di riscossione.

    Dai dati acquisiti e pubblicati dagli organi nazionali di Stampa, sul caso tributi e cartelle pazze di Scalea crediamo sia opportuno chiedere scusa ai cittadini. Oltre al sindaco “Pinocchio” , le scuse dovrebbero arrivare prima di tutto dall’assessore al Bilancio e da tutti i consiglieri di maggioranza.

    FEDERAZIONE DEI VERDI sez. di Scalea – RIFONDAZIONE COMUNISTA sez. di Scalea, Associazione SCALEA EUROPEA – PERIODICO IL FARO – Associazione LA SCOSSA.

  34. FARO: cos’è questa buffonata!!Ma di dove state parlando? Scopiazzando articoli ,confondete le idee hai contribuenti,quindi spero che la finite presto!Noi come Misilmeri , aspettiamo la pronuncia che avverrà il 13/01/2010 !!Poi ci sarà il consiglio Comunale , e vedranno il da farsi!! Cordiali saluti,Gianluca…ALé!!!

  35. APRILIA: ASSEMBLEA PUBBLICA DEL 10 GENNAIO

    Pubblicato da GDO a 9:35 PM . lunedì 4 gennaio 2010
    Aprilia 04 Gennaio 2010 – E’ ormai noto che il 13 Gennaio il Tar del Lazio discuterà la sospensiva richiesta da Tributi Italia Spa sulla delibera 1/2009 della Commissione per la tenuta dell’Albo dei Concessionari e della Circolare N. 3 D/F del Ministero dell’Economia e delle Finanze. A tal proposito, il Sindaco D’Alessio ha inviato una lettera che invita l’ANCI, l’IFEL, i Sindacati di Categoria e tutti i comuni coinvolti nella questione Tributi Italia, a partecipare alle manifestazioni nazionali che si svolgeranno il 10 Gennaio ad Aprilia eD il 13 Gennaio a Roma sotto la sede del Tar del Lazio. Il raduno del 10 ha lo scopo di tenere alto il livello di attenzione sul problema della riscossione delle entrate comunali e sulla cancellazione di Tributi Italia. In questa occasione, inoltre, verrà discussa la proposta di istituire un tavolo permanente dei Sindaci e delle Istituzioni per individuare le misure più idonee da prendere per affrontare il problema. Sono già pervenute le adesioni da parte di diversi comuni tra cui: Pomezia, Nettuno, Ardea, Bolzano, Roccalumera (Messina), Scansano Jonico (Matera), Fasano (Brindisi), Villa Castelli (Brindisi), Castelletto D’Orba (Alessandria). Il Sindaco invita tutti i cittadini a prendere parte alla manifestazione, che avrà inizio domenica alle ore 10.00 in Piazza Roma e si sposterà presso la sede del Centro SADA (già Cral), per dimostrare che tutta la città condivide la presa di posizione dell’amministrazione per riappropriarsi della riscossione dei tributi, elemento fondamentale dell’economia del paese.

    Telegolfo Agropontino

    Notizie da Terracina,Anzio,Pontinia,Cisterna,Latina,Fondi. http://www.telegolfo.com

  36. quotidianoilresto.it

    « Nettuno Interessi troppi…

    SE TRIBUTI ITALIA FOSSE CANCELLATA
    Post n°3 pubblicato il 05 Gennaio 2010 da progetti.editoriali

    Tag: aser, nettuno servizi, saggese, Tributi italia
    Ormai tutte le parti in causa – Comuni & Privato – hanno fatto scelte definitive ed irreversibili. La Tributi Italia, apparentemente costretta all’angolo da comuni inferociti in cerca dei tributi perduti, nella realtà, ha giocato bene le sue pedine piazzondele strategicamente per dare scacco matto. Vediamo come e perché, al contrario, i comuni abbiano fatto scelte strategiche suicide, miopi e dannose per la collettività e le finanze comunali. Per queste ragioni, nel prosieguo, analizzerò i vari aspetti di una vicenda complessa, ma non troppo, secondo il punto di vista dei vari attori che animano la scena. Ed in particolare dal punto di vista del socio privato Tributi Italia, delle due miste ASER & Nettuno Servizi che giuridicamente hanno una loro autonomia patrimoniale con obbligazioni certe verso terzi (contribuenti, dipendenti prestati al privato, fornitori, fisco…..) e dei soci pubblici che sono i Comuni di Nettuno, Aprilia, Pomezia ed Ardea. In questo scenario semplificato emergono con grande chiarezza reponsabilità e diritti dei vari attori che sinteticamente riassumo in uno scenario semplificato e dal loro punto di vista :

    TRIBUTI ITALIA
    Era da due anni consapevole che le continue acquisizioni di società similari e di fusioni con altre avevano replicato quel meccanismo già in precedenza subito dal sistema bancario che riusciva ad incassare i soli versamenti spontanei dei contribuenti mentre sui contenziosi (accertamenti, atti esecutivi, manette alle macchine, pignoramenti immobiliari) incassava appena l’1%. Man mano le anticipazioni delle banche aumentavano fino ad arrivare ad uno stop che ha provocato poi quel terremoto di cui tutti i giornali parlano (lo denunciammo cinque anni fà parlando delle “fonti di finanziamento della Publiconsult”).

    Preparandosi al peggio la società ha pensato bene di cambiare pelle, attraverso advisors di livello (Bain & Company, Livolsi & B. Partners, Studio Legale Chiomenti, PKF, Ernst & Young, Anacap ed alla fine il tocco di classe dell’avvocato di Berlusconi Ghedini) si è data una struttura istituzionale e tecnologicamente organizzata, certificando i propri bilanci, certificando accertamenti complessivi per 450 milioni di € con un aggio in suo favore di 150 milioni di €, adottando gli schemi organizzativi anti-corruzione di cui al D. Lgs. n. 231/01. Poi ha sanato i propri debiti tributari con un versamento cash di 13 milioni di €, ha cambiato management mettendo tutte faccette pulite con fedina immacolata, ha cambiato nome in Tributi Italia trasferendo la sede sociale a Roma, in Via Vittorio Veneto ed aumentando il capitale sociale a 15 milioni di € (novembre 2008), ecc….insomma si è data un gran daffare come una mignotta arricchita si dà una ripulitina esteriore di grande effetto ma sempre mignotta nell’anima resta. Poi, trascinata nel Tribunale fallimentare di Roma dalle istanze delle società che avevano rilasciato fideiussioni ai comuni, il colpo definitivo della richiesta di ristrutturazione del debito (art. 182 bis L.F.). La cancellazione dall’Albo è nei fatti un atto dovuto, proprio in ragione della sua situazione pre-fallimentare, che può essere sospeso dal Tar o comunque rivisto se il giudice fallimentare approva la ristrutturazione del debito;

    COSA SUCCEDERA A TRIBUTI ITALIA ?
    Abbiamo due sole ipotesi possibili :
    Approvazione della ristrutturazione del debito
    In questo caso i 135 comuni, i fornitori, le banche, i dipendenti (il fisco no perché è già stato pagato) potranno ricevere parte del credito vantato (tra il 40 / 50 %) in sessanta comode mensilità. Rientrerà in bonis, verrà reiscritta all’Albo se non avesse già provveduto il Tar, e potrà tranquillamente attaccare i comuni per le procedure giudiziarie irrituali che hanno seguito danneggiandola, per gli arbitrati vinti, ecc ;

    Non approvazione della ristrutturazione del debito
    In questo caso i Comuni non avranno praticamente nulla perché la società possiede soltanto beni strumentali di scarso valore (computer, mobilia….) e nell’attivo saranno presenti alcuni arbitrati vinti (Nettuno, Aprilia) per i quali il curatore avrà l’obbligo e l’interesse di chiuderli chiedendone il pagamento ai due comuni in vantaggio della massa passiva. I crediti dei comuni (arbitrati, tasse) come quelli delle banche, dei fornitori, dei dipendenti……si inseriranno nel passivo fallimentare in base al privilegio. L’operazione della chiusura del passivo sarà lunga e faticosa perché i comuni non saranno in grado di presentare (per assenza di dati) insinuazioni convincenti. Nelle more il curatore dovrà cercare di rivendere ai comuni, come stato avanzamento lavori, i 450 milioni di accertamenti nella pancia di Tributi Italia….facile ipotizzare che andranno tutti in prescrizione.

    Questo modo di vedere le cose ha condizionato poi anche la fuga dalle due miste da parte dei due sindaci con la correlata ed irragionevole scelta suicida che ebbi occasione di illustrare in un mio vecchio articolo titolato “ Salviamo il soldato Saggese……..e la politica” di cui riproduco la parte maggiormente saliente.

    “Torniamo all’Aser ed alla Nettuno Servizi fornendo qualche ragguaglio tecnico/giuridico. Le due società, pur essendo simili, presentano percorsi e responsabilità diverse. Per la Nettuno Servizi, al giovin sindaco Chiavetta, la soluzione era offerta su un piatto d’argento derivando dalla semplice applicazione della legge quando un Comune, come quello di Nettuno, viene sciolto per criminalità organizzata. La Corte dei Conti Umbra, nel 2006, condannò un Consorzio che aveva costituito una società non rendendola poi operativa andando a realizzare una “società fittizia”, ovvero una “scatola vuota”, secondo il linguaggio in uso nell’imprenditoria privata. Rilevò che le carenze strutturali nell’organizzazione aziendale della società (tale società non aveva una sede propria) hanno comportato che essa, lungi dal porre in essere realmente una qualche attività di produzione diretta dei servizi che le venivano chiesti dal Consorzio, ha semplicemente “girato” le richieste stesse agli operatori esterni (nella stragrande maggioranza dei casi già fornitori diretti del Consorzio), ponendo in essere una attività che non può neanche definirsi di “produzione indiretta o di scambio”, propria delle imprese commerciali, ossia delle imprese che attendono ad una attività di “intermediazione”, ex art. 2195 cc ma che va definita di mera “interposizione fittizia” tra il Consorzio ed i suoi precedenti fornitori. Pertanto, il danno procurato alle casse del consorzio deve attribuirsi per la maggior parte al presidente e, in misura minore al vicepresidente, che hanno omesso ogni cura nell’assicurare il concreto soddisfacimento degli interessi pubblici perseguiti dal consorzio, agendo e persistendo nella piena consapevolezza di venir meno ai loro doveri istituzionali verso la pubblica amministrazione, nonché, in misura residuale, anche ai componenti del collegio dei revisori dei conti del consorzio, per aver omesso ogni controllo sull’andamento della partecipazione del consorzio nella società partecipata.

    L’esempio calza a pennello nei casi di Nettuno Servizi ed Aser perché con il DPR del 28/11/2005 il Comune di Nettuno veniva sciolto e circa tre pagine del decreto parlano delle scelleratezze compiute nella Nettuno Servizi definita “scatola vuota” con tutte le caratteristiche illustrate in precedenza e con l’aggravante di essere stata la copertura della Tributi Italia attraverso amministratori compiacenti. Quando un Comune è sciolto per criminalità organizzata la Commissione nominata ha un potere extra ordinem che nei fatti non ha esercitato, stessa cosa il giovin sindaco (Consiglio di Stato 7335/05). L’unica spiegazione logica è che nella realtà le due miste a prevalente capitale pubblico erano incontro di mediazione tra politica e privato sull’utilizzo delle tasse pagate dai cittadini. E’ la sola spiegazione logica del perché i due comuni tengano accuratamente fuori della tenzone le miste, preferendo appellarsi ai mancati versamenti del minimo garantito e non puntando a sanare anomalie funzionali scientificamente studiate a monte riappropriandosi di una vera gestione dei tributi. Questo sbaglio, voluto, di strategia giudiziaria replica errori del passato come raccontano le illuminanti sentenze del CdS per Aprilia (n. 2461/05) dove si dice all’amministrazione Meddi di aver sbagliato procedura dovendo seguire quella del Giudice Ordinario essendo in rapporto disciplinato dal diritto societario, poi quella su Pizzo Calabro ove, in un convegno ANUTEL nel 2003, dissi ad un collega assessore di Pizzo di non risolvere il rapporto unilateralmente e di ricorrere al diritto societario : non lo fece ed il Comune fu condannato a risarcire la società privata cacciata (CdS n. 687/04). Domanda : perché tutte le amministrazioni comunali degli ultimi dieci anni (Aprilia, Pomezia, Nettuno) preferiscono fare sceneggiate e non applicare leggi semplici riportando alla legalità società fantasma e poi cacciare il privato se ci sono gli estremi? Alla fin fine che i quattrini finivano nelle casse del privato e non certo in quelle comunali è cosa antica e risaputa e coinvolge le amministrazioni di tutti i colori politici di Aprilia, Pomezia e Nettuno degli ultimi dieci anni e, diciamola tutta, perché quei quattrini sono stati il volano finanziario del sodalizio “Saggese & Politica”. “

  37. COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BRINDISI

    Brindisi, 08/01/2010

    Sciolto il contratto Comune-Gestor: ”grave inadempimento contrattuale’

    L’Amministrazione Comunale di Brindisi rende noto che il Collegio arbitrale (composto dal Presidente, avv. Italo Antonio Giordano e dagli arbitri, avv. Giovanni Notaristefano per la Gestor e avv. Francesco Silvestre per il Comune di Brindisi) ha pronunciato un “lodo” favorevole nei confronti del Comune di Brindisi in riferimento al contenzioso in atto con la Gestor.

    In particolare, il Collegio arbitrale ha dichiarato risolto per “grave inadempimento contrattuale” della Gestor SpA il rapporto concessorio instaurato con il Comune di Brindisi con le convenzioni del 2002 e del 2007.
    Ha condannato, inoltre, la Gestor a consegnare al Comune di Brindisi le banche dati ed ogni documentazione concernente il rapporto concessorio, a rendere il conto al Comune di Brindisi, a pagare al Comune di Brindisi la somma di 203.496 euro oltre interessi a far data dal 26 agosto 2008.

    I legali del Comune di Brindisi, avv. Francesco Trane e avv. Monica Canepa, hanno già avviato, ai sensi dell’articolo 825 del Codice di Procedura Civile, una azione finalizzata ad ottenere dal Tribunale la esecutività del “lodo”. Allo stesso tempo, è stata rivolta una richiesta ufficiale alla Gestor, sulla base di quanto disposto dal Collegio arbitrale, affinché vengano consegnate al Comune di Brindisi le banche dati.

    Come è noto, da tempo l’ente locale brindisino aveva ottenuto dal Tribunale le misure cautelari attraverso cui è stato possibile introitare le somme versate dai cittadini per il pagamento dei tributi e quindi non accumulare crediti nei confronti della Gestor.

    I cittadini, pertanto, potranno tranquillamente continuare a versare quanto dovuto attraverso i conti correnti postali della Gestor dato che le somme verranno consegnate da Poste Italiane direttamente al Comune di Brindisi.

    Nel frattempo, il Sindaco Domenico Mennitti ha convocato per il pomeriggio odierno la riunione della Giunta Comunale, mentre ha chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di convocare la conferenza dei capigruppo per informarli compiutamente sull’esito del lodo arbitrale.

  38. Addio Tributi Italia -Gestor Spa, a Bologn arriva Abaco
    (12/1/2010 15:49) |

    (Sesto Potere) – Bologna – 12 gennaio 2010 -Dal 1 gennaio 2010 è cambiato il Concessionario per la gestione del servizio dell’imposta sulla pubblicità, delle pubbliche affissioni, del canone di occupazione del suolo pubblico e della tassa rifiuti giornaliera.

    Al nuovo Concessionario – Abaco S.P.A (in R.T.I. con le mandanti: Engineering Tributi S.p.A. e Dogre S.r.L.), con sede legale in via F.lli Cervi n. 6, Padova – il Comune ha affidato, a seguito di gara pubblica, il servizio di cui sopra.

    Chi è tenuto al pagamento del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (permanente, temporaneo o passi carrabili), della tassa giornaliera di smaltimento rifiuti, dell’imposta sulla pubblicità (permanente o temporanea), o chi voglia affiggere manifesti, dal 1 gennaio deve quindi rivolgersi ad Abaco S.p.A. che sostituisce Tributi Italia S.p.A. che ha gestito lo stesso servizio dal 2004 al 2009.

    Il nuovo concessionario Abaco S. p.A. ha ottenuto da Tributi Italia S.p.A. di occupare temporaneamente gli uffici di Via Saffi 18; dai primi giorni di febbraio la sede del concesssionario verrà trasferita in Piazza Liber Paradisus (presso il palazzo degli Uffici Comunali).

    Il termine di pagamento per l’anno 2010 è già stato prorogato dal 31 gennaio al 30 aprile 2010 per consentire la sostituzione del concessionario. In ogni caso chi non ricevesse i bollettini di pagamento per l’anno 2010 entro metà aprile, si dovrà attivare autonomamente per il versamento in quanto il termine del 30 aprile è perentorio ed indipendente dalla ricezione del bollettino.

    A tale riguardo, il Comune evidenzia che le tariffe 2010 sono uguali a quelle del 2009.

    Il Comune di Bologna segnala infine che in questi giorni i cittadini di Bologna stanno ricevendo la notifica di atti di accertamento notificati dal vecchio Concessionario, Tributi Italia S.p.a.

    Detti atti potranno essere pagati con il bollettino allegato sui conti correnti postali intestati a Gestor Spa in quanto per il meccanismo del cash pooling, tali somme vengono riversate quotidianamente nelle casse comunali. Per ottenere informazioni o verifiche dell’atto ricevuto ci si potrà rivolgere agli sportelli del nuovo concessionario Abaco Spa ed ai numeri di telefono indicati nell’atto stesso.

    In questi primi giorni di gestione, non avendo Abaco S.p.a. ancora avuto tutte le banche dati complete ed aggiornate, si prodigherà con tutto il proprio personale per fornire le necessarie informazioni e chiarimenti ai cittadini che ne facciano richiesta.

    Poiché il passaggio di consegne delle banche dati si deve completare entro il mese di gennaio, in caso di dubbi gli atti verranno sospesi fino a quando la posizione non sarà chiarita.

  39. CASO TRIBUTI ITALIA

    si comunicana che il TAR
    all’udienza di questa mattina
    ha preannunciato l’emissione della sentenza di merito sul ricorso entro i
    prossimi 15 giorni.
    Nel frattempo è stato confermato il provvedimento cautelare.
    Quindi, fino alla sentenza, il provvedimento di cancellazione dall’Albo
    resta sospeso.

    E LA TRIBUTI ITALIA CONTINUA A “RISCUOTERE” …INCASSA MA NON RIVERSA AI COMUNI !!!

  40. qualcuno sa della sentenza del tribunale fallimentare dell’udienza del 22 gennaio 2010 riguardo tributi italia

  41. Tributi Italia. Cancellata dall’albo dei riscossori
    di Stefania Zanda

    E’ ufficiale il Tar ha accolto la richiesta di cancellazione dall’Albo dei riscossori di Tributi Italia, la società privata di riscossione delle tasse con debiti per quasi 90 milioni di euro nei confronti di 135 amministrazioni comunali che rischiano, per questo motivo, il dissesto finanziario.
    Nel precedente articolo, avevamo paventato la possibilità e le conseguenze di tale azione giudiziaria visto che la società svolge come unico servizio quello della riscossione delle entrate.
    Lo spettro del fallimento è alle porte ed i dipendenti della società lo sanno bene visto che già a luglio avevano mosso una protesta a causa del mancato pagamento degli stipendi.
    Eppure Patrizia Saggese, Presidente della società Tributi Italia, dichiara che i soldi non versati ai Comuni sono serviti per pagare gli stipendi e per ripianare i debiti della Gestor, poi confluita in Tribuiti Italia.
    La famiglia Saggese d’altra parte è da anni che pianifica fantomatici versamenti ai Comuni mai realizzati. Non ci stupisce quindi l’affermazione della Patrizia Saggese “. «…ci è arrivata la mazzata. Paradossalmente proprio mentre stavamo chiudendo con le banche per ottenere i finanziamenti necessari al piano di rientro. E altrettanto paradossalmente scontiamo il blocco della liquidità, che pure abbiamo in cassa: circa 7 milioni di euro».
    Ma quanti paradossi! A noi il più grande ci pare quello che difensore della Tributi Italia è Nicolò Ghedini, deputato nazionale del PDL e avvocato di Silvio Berlusconi.
    E, come diceva il buon Antonio Lubrano “la domanda sorge spontanea” : ma un parlamentare della Repubblica può difendere una società accusata di danno allo Stato?

    (28 gennaio 2010)
    LINKONTRO
    Sito a cura di Emiliano Nieri
    Autorizzazione del Tribunale Civile di Roma n 25/2009

  42. Tributi Italia. L’editoriale di Raffaele Domenico Ricchiuti

    Data pubblicazione 08/02/2010

    Autore ufficio stampa

    Riscuoteva ma non riversava: e’ quanto ha fatto la TRIBUTI ITALIA S.p.A., causando danni per un ammontare di circa 90 milioni, spalmati su 135 Comuni dello Stivale ed è la ragione per cui la citata società è stata cancellata dall’Albo Ministeriale dei soggetti abilitati alla riscossione ed all’accertamento dei tributi locali presso il Dipartimento delle Finanze.
    La decisione, assunta dalla Commissione presso il Ministero delle Finanze, ha posto fine ad una vicenda che ha dell’incredibile, al punto da essere definita “il crack Parmalat in versione tributaria”.
    L’indovinato slogan, riportato in cronaca dal Corriere della Sera l’11.01.2010 (n.d.r) è stato coniato da Raffaele Ricchiuti, Sindaco del Comune di Ferrandina, uno tra i tanti, danneggiati dalla colossale truffa.
    Nel merito il Primo cittadino lucano ritiene doveroso con la presente nota denunciare la scellerata gestione amministrativa di chi ha consentito l’ingresso dell’allora SAN GIORGIO S.p.A. (divenuta successivamente TRIBUTI ITALIA S.p.A.) nel sistema di riscossione dei Comuni lucani, nel caso in specie di quello di Ferrandina, dove solo a pochi mesi dalla stipula del contratto di convenzione, si sono manifestate gravi inadempienze nello svolgimento del servizio.
    Ricchiuti sottolinea inoltre che, subito dopo avere personalmente visitato i bilanci societari (maggio 2008) si era accorto del forte indebitamento e della grave tensione finanziaria creatasi. Pertanto, considerata la gravità della stessa, ritenne opportuno investire della questione gli Organi competenti, provocando una reazione a catena di tutti gli altri Sindaci cointeressati, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
    Al contempo desidera ribadire (avendola precedentemente manifestata in più occasioni) la propria ed assoluta fiducia nell’operato della Magistratura, augurandosi che la stessa, così come è stata giustamente solerte nell’autorizzare, prima, la “sospensiva” del provvedimento ministeriale di cancellazione dall’albo e nel rigettare il ricorso, poi (in data 26 gennaio 2010), decidendone il merito e revocando la “sospensiva” stessa, lo sia altrettanto nel decidere sulle varie istanze di fallimento presentate a carico di TRIBUTI ITALIA (valutando anche le ipotesi del reato di bancarotta fraudolenta!), sulle responsabilità penali, amministrative e contabili del management aziendale e di tutti coloro che, a vario titolo, per il loro modus operandi si sono resi negli anni corresponsabili ed hanno operato “a copertura” di un tale raggiro.
    Nel rivorgersi al Governo chiede che questi emani un urgentissimo provvedimento legislativo che ristori i Comuni che sono stati danneggiati dal “maltolto” e che trovansi già in predissesto finanziario.
    Infine fa appello ai media, affinché attraverso una incisiva campagna di stampa e televisiva, sensibilizzino l’opinione pubblica e le Istituzioni a tutti i livelli.

  43. http://tv.repubblica.it/palinsesto/2010-04-09/8885&stream=video?video

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