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Arresti per calcio scommesse; c’è l’ombra della mafia

Oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo dalle prime ore del mattino sono impegnati in una vasta operazione per l’esecuzione di 16 provvedimenti cautelari emessi dal G.I.P. del Tribunale di Palermo a carico di altrettante persone responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di ricezione di scommesse. L’operazione denominata “Illegal Bets” conclude una complessa attività investigativa sviluppata, a partire dal 2008, dai Carabinieri della Compagnia di Misilmeri sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. Le indagini hanno interessato una vasta area della provincia di Palermo estendendosi sino alla Toscana, ponendo in evidenza la struttura piramidale dell’organizzazione il cui scopo era di procacciare scommettitori che venivano invogliati ad effettuare “puntate clandestine” su incontri di calcio della massima serie italiana e dei principali campionati esteri, attraverso allettanti prospettive di riscossione di vincite superiori a quelle offerte dalle società ufficiali, titolari di concessione.

Il giro delle scommesse, su cui grava l’ombra di Cosa nostra, era gestito attraverso l’utilizzo di un software opportunamente studiato per tenere sotto controllo tutta la contabilità delle puntate ricevute. Le attività di ricezione delle scommesse e pagamento delle vincite venivano svolte mediante la “copertura” offerta da 3 agenzie di scommesse delle quali gli organizzatori del “giro di scommesse clandestine” erano titolari, gestori o impiegati. L’incasso dell’organizzazione è stato quantificato complessivamente in 120.000 € a settimana, ha consentito all’organizzazione di lucrare centinaia di migliaia di euro, tutti esentasse.

L’organizzazione, secondo quanto hanno accertato gli investigatori, era guidata da Enrico Splendore, 43 anni, coadiuvato da Leonardo Siciliano, di 46 anni. Nel corso dell’indagine sono emersi anche rapporti con Cosa Nostra: alcuni dei destinatari dei provvedimenti cautelari, affiliati alla famiglia mafiosa di Villabate, sono stati infatti già arrestati per fittizia intestazione di beni. Si tratta dei fratelli Davide e Murizio Di Peri, di 32 e 34 anni, finiti in cella nel febbraio del 2009 nell’ambito dell’operazione ”Senza Frontiere”. I due sono stati di recente condannati dal Gup di Palermo per avere intestato ad alcuni prestanome la sala scommesse Punto SNAI di Villabate, di fatto riconducibile al boss del paese Giovanni D’Agati. In particolare, i carabinieri hanno accertato che presso l’agenzia i fratelli Di Peri gestivano prevalentemente l’attività di ricezione e pagamento delle scommesse clandestine, seguendo le direttive di Leonardo Siciliano che a sua volta riceveva indicazioni da Enrico Splendore. Secondo gli investigatori il ”giro” di scommesse illecite veniva svolte attraverso la ”copertura” offerta da tre agenzie di scommesse: la Jackpot di via Castellana a Palermo, Mister Winner di Isola delle Femmine e la Betting 2000 di Bagheria.

Tratto da live Sicilia

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