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Torna il concerto “E nasciu lu bambineddu”

Nell’ambito delle iniziative natalizie promosse dall’Amministrazione comunale, lunedì 3 gennaio 2011 alle ore 21 all’interno della Chiesa Madre di Misilmeri avrà luogo un Concerto di Canti e musiche popolari siciliane del Natale dal titolo “E nascìu lu Bammineddu”. A esibirsi sarà il Laboratorio di etnomusicologia “Aglaia” costituito da 7 giovani artisti e studiosi, coordinati da Giuseppe Giordano, prevalentemente formatisi presso i Corsi di Laurea in Discipline della Musica e Musicologia della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo e presso il Conservatorio di Palermo. Sulla base della considerevole esperienza di studio e di ricerca maturata negli anni sotto la guida dell’etnomusicologo Girolamo Garofalo, docente di Etnomusicologia presso la Facoltà di Lettere di Palermo, nel riproporre il folklore musicale siciliano il Laboratorio intende restituirne pienamente la ricchezza e il valore estetico, ancora oggi attuali, nella massima aderenza allo stile della tradizione autentica e senza incorrere nelle falsificazioni, nelle banalizzazioni e nelle inutili “modernizzazioni” cui troppo spesso il canto popolare risulta sottoposto al giorno d’oggi.

Coerentemente con i propri intenti, il Laboratorio “Aglaia”, infatti, si è sempre esibito esclusivamente in contesti di particolare prestigio, sia in Italia che all’estero, con l’intento di far conoscere e apprezzare l’autentica tradizione musicale della nostra Isola.

Zampogna, friscalettu, violino, fisarmonica, tamburelli e altri strumenti della tradizione siciliana accompagneranno ninnaredde e novene in dialetto raccolte in diverse località siciliane, rievocando all’ascolto antiche atmosfere musicali (in allegato programma del concerto)

Stante la collaborazione con esperti etnomusicologi dell’Università di Palermo, il concerto sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto a cura di un etnomusicologo, che illustrerà i tratti più emblematici della tradizione natalizia del Natale in Sicilia.

Un percorso fotografico, con immagini della tradizione musicale siciliana, meglio favorirà l’ascolto e l’immedesimazione del pubblico nel contesto musicale.

Vi aspettiamo numerosi. Giuseppe Giordano

Locandina e programma

 

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A Cunsata du Mazzuni

U mazzune, è arte offerta a Cristo, e cioè un’arte del cuore”. Ogni singolo elemento presente è un segno tangibile della fede cristiana, dell’arte manuale di chi lo costruisce, della devozione di un paese.

La sua preparazione avviene il sabato che precede la pasqua di resurrezione, ma alcune persone già parecchie settimane prima si mettono all’affannosa ricerca di particolari tipi di fiori, che possano splendere al meglio il giorno dell’Incontro, e con questo rendere ancora più grazia al Signore. Per prepararlo occorre tanto lavoro e sacrificio, alcune famiglie per tradizione continuano a rendere visibile il lavoro che un tempo svolgevo i padri, gli zii e i nonni, altre ancora cominciano ad imparare dai “maestri” di quest’arte , per voto di devozione fatto al Signore per grazia ricevuta. Famiglie come i Lo Bue e gli Ippolito vantano addirittura una tradizione lunga più di cento anni.

Quando si da inizio al suo rivestimento, in cima viene posta una palma bianca, segno dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme. Poi seguono sino alla fine fiori variopinti come le fresie, le rose, i garofani, le viole ciocche, gli anemoni, i tulipani, i ranuncoli. Tutti i fiori vengono legati con un unico filo di spago che dalla cima si snoda fino alla base della forma; successivamente il mazzune viene ulteriormente arricchito con i seguenti ornamenti : Le bandierine che sventolano, segno di vittoria, le bianche segno di purezza, le verdi segno di speranza, le rosse segno di sacrificio, gli altri colori segno della vita. Ultimata la posa dei fiori e delle bandierine vengono aggiunti i frutti come le mele, le arance ei mandarini ma anche frutti di fuori stagione come l’uva, i fichidindia, le nespole, le fragole che rappresentano le primizie che si offrono per prima a Dio; ed ancora i ramoscelli di ulivo segno di Pace e di riconciliazione con Cristo. Nella parte bassa il Mazzune si completa con tanti nastri di colori vivaci e variopinti i quali segnano la gioia e la festa della Risurrezione di Cristo. In una bandiera un po’ più grande e diversa dalle altre quasi come fosse un’icona, è raffigurato Il Cristo Risorto, segno di vittoria sulla morte, in questa bandiera viene anche trascritto il nome della famiglia che ha preparato il mazzune stesso.

Anticamente “A Cunsata du Mazzuni” , serviva anche come incontro delle famiglie, per stare una serata insieme , e tutti, dai piccoli ai grandi, ognuno preparava il suo mazzolino di fiori per darlo al capo costruttore del mazzune, e con tanta armonia quella forma di pino in legname, pian piano veniva rivestita di ricchi colori di fiori. Quando il lavoro era terminato il padrone di casa dove si animava detto mazzune, offriva dei biscotti e da bere, poi magari si accendeva il giradischi e si ballava.

La mattina della domenica di Pasqua ogni famiglia o confraternita munita di carrellino conduce il mazzune presso le due vare su cui esso verrà collocato, quattro di essi andranno nella vara del Cristo Risorto posta nella chiesa di S. Paolino, gli altri quattro saranno disposti nella vara della Madonna posta nella chiesa del Collegio di Maria. Una volta sistemati in ordine di anzianità ( davanti le famiglie con la tradizione più antica, e dietro i restanti), i mazzuna vengono legati tutti intorno da una corda spessa che servirà a tenere ben salde le forme durante la corsa dell’incontro e la percorrenza della processione. Terminato l’evento i mazzuna si riportano nelle case dove vengono spogliati dei loro fiori e frutti benedetti e distribuiti tra i vari parenti e amici che ne fanno richiesta.

di Marco Giammona

Via Crucis figurata alla Chiesa Nuova

Quest’anno un nuovo evento si aggiunge al calendario già fitto degli appuntamenti della parrocchia Cuore Immacolato di Maria, la Via Crucis figurata, che sarà rappresentata Venerdì 26 Marzo alle ore  21,00. All’evento parteciperanno quasi tutti i gruppi della parrocchia: il neo-nato gruppo coppie, l’Azione Cattolica, la Congregazione del Cuore Immacolato di Maria, l’assoc. San Vincenzo dei Paoli. Tutti i figuranti indosseranno i costumi dell’epoca.

Per conoscere tutti gli appuntamenti pastorali della parrochia Cuore Immacolato di Maria, visita il sito: http://www.cuoreimmacolatodimaria.diocesipa.it/Home.php.

Pasqua: collezione primavera-estate 2009

pasqua-2007

Fine settimana intenso di impegni, vi avvicina il venerdì santo, passione e la crocifissione di Gesù, poi sarà domenica giorno della Santa Pasqua, resurrezione di nostro signore……..

Nel mio bel paese, la domenica di Pasqua è un evento paragonabile alle sfilate di moda milanesi. Messo da parte il significato religioso dell’evento, si inizia a pensare soltanto alle apparenze, al colore dei vestiti che vanno di moda quest’anno; si spolvera il vestito buono o meglio si compra.

I “maschi” indossano, preferibilmente, la giacca e la cravatta con colori classici o a volte con i nuovi colori che vanno di moda nella collezione primavera-estate, tanto per capirci giacca color salmone o senape; le “donne”, invece, quei bei vestiti viola o bianchi e poi… non so.

Arriva il grande giorno, è Pasqua!!! già dalle 10 del mattino si vedono sciami di persone elegantemente vestite che fanno su e giù per il corso, dal Collegio alla Fontana Nuova, per un paio d’ore. Non curanti del valore religioso, ma ben attenti nel giudicare gli altri come sono vestiti o a guardare le fattezze maschili e femminili tirate a lucido per quel giorno, donne ben truccate e maschi sbarbati e pettinati. Tra un sali e scendi si sentono questo tipo di discorsi “ahh, guarda quello (quella) ha lo stesso vestito dell’anno scorso, ma com’è pazza, non si è comprato nulla di nuovo”.

Un consiglio, se non vuoi gli occhi puntati addosso, non puoi permetterti di stare davanti al bar vestito “normalmente”, anche se tu credi veramente alla rappresentazione dell’“Incontro” come un momento intenso della vita cristiana, ci sarà sempre qualcuno che si prenderà il lusso di guardarti e giudicarti, “ma u viriste a chiddo come è vistuto, manco pi pasqua si mise u vistitu, ma como arraggiuna” e qualche altro penserà “n’ca, un lu sai chiddo come arraggiuna, un ci ni futte nente”.

Io da non credente, guardando tutto questo mi viene da vomitare, pensate voi che ci credete…

P.S I MIEI SONO SOLTANTO LIBERI PENSIERI, ma sono sicuro che almeno una volta nella vostra vita avete pensato a quello che ho scritto…

Inviato da Libero Pensiero

INIZIA PER MISILMERI BLOG UN PERCORSO ORIENTATO AD EVIDENZIARE USI E COSTUMI DI UN PAESE CHE CAMBIA, chiunque voglia prederne parte può inviarci degli articoli.
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